Test intolleranze alimentari

Sulle Intolleranze Alimentari

La medicina moderna, storicamente, ha sottovalutato il rapporto fra cibo e infiammazione.

Per un lungo periodo si è ritenuto il cibo coinvolto solamente in alcune patologie gastrointestinali, oggi esiste la certezza che l’alimentazione interferisce sulla regolazione dell’organismo nel suo complesso.

Negli ultimi 10/15 anni si è compreso, da studi clinici controllati, che il cibo può essere concausa di un fenomeno infiammatorio che attiva il sistema immunitario senza necessariamente determinare delle risposte allergiche classiche, cioè IgE‒mediate. Quindi si parla di pseudo‒allergie, intolleranze alimentari.

Distinzione fra allergia e intolleranza

L’Allergia è immediata: compare in pochi minuti, raramente entro qualche ora, dal contatto con una sostanza. Implica l’intervento delle immunoglobuline E (IgE) e dei mastociti.

L’Intolleranza è una reazione lenta, insorge dopo ore o giorni dall’assunzione di una sostanza. Inoltre lo scatenamento della reazione richiede, normalmente, l’assunzione ripetuta della sostanza per più giorni.

Qualsiasi reazione indesiderata scatenata dall’ingestione di uno o più alimenti, può essere definita come intolleranza alimentare.

Sintomatologie di diversa natura, quali malesseri diffusi con mal di testa, dolori muscolari, problemi digestivi, irritazioni cutanee possono essere causate da intolleranze alimentari da individuare ai fini di prevenire l’instaurarsi di situazioni patologiche croniche.

La possibilità di effettuare indagini diagnostiche atte a rilevare eventuali intolleranze alimentari nei confronti di determinati alimenti, permette di attuare un programma dietetico mirato a rimuovere le problematiche e quindi, a migliorare lo stato psico‒fisico del paziente.

Presso gli studi del dott Fabrizio Melfa viene effettuato un prelievo di sangue per per la valutazione delle Intolleranze Alimentari detto Test Leucocitotossico che consiste nel documentare, in vitro, l’azione citotossica (vacuolizzante) di certi alimenti sui neutrofili (linfociti, cioè i globuli bianchi) del paziente. Si valuta su sangue venoso prelevato a digiuno, preferibilmente.

Per il miglioramento e/o l’eliminazione delle Intolleranze alimentari, si ritiene indispensabile l’allontanamento per un certo periodo di tempo degli alimenti risultati positivi, nonché la prescrizione, da parte dello specialista dietologo o nutrizionista, di una dieta a rotazione.